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Cavaion, «Forno crematorio qui? Un'idea che farà danni»

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Tags: FornocrematoriocavaionCittadinicimiteroproteste

Cittadini presenti in gran numero all'assemblea promossa dalla lista «Progetto». Un privato vuol creare l'impianto al cimitero, a servizio di più paesi L'opposizione consiliare: «Contrari e pronti a promuovere proteste»

Un forno crematorio al cimitero, su viale della Rimembranza e in centro paese, in cambio di un ampliamento della struttura in cui riposano i defunti. In Comune è stato depositato da un privato il progetto per la creazione di un impianto per la cremazione delle salme che avrebbe una valenza intercomunale, dal momento che quello di Verona è oberato di richieste e lavoro. L'amministrazione comunale guidata da Lorenzo Sartori ne sta valutando la fattibilità, ma intanto la minoranza consiliare che fa capo alla lista civica «Progetto Paese», del tutto contraria all'opera, si dice già pronta a proteste e iniziative trasversarli.
Lo ha annunciato nell'assemblea pubblica organizzata in Corte Torcolo su temi considerati scottanti: situazione economica del Comune, Pat e Piano Casa, espansione edilizia, debiti e progetti finanziari, inquinamento atmosferico e sviluppo turistico. I cittadini hanno risposto e la sala civica era gremita, come di rado accade. Ha risposto all'invito anche il sindaco, intervenuto precisando la posizione della sua maggioranza. Ma, a giudicare dal clima della serata e da alcuni interventi piuttosto severi, serpeggia un certo malcontento e cresce la voglia dei cittadini di partecipare alle scelte amministrative.
«Siamo contrari al forno crematorio per una serie di ragioni, dalla posizione alla sicurezza dell'impianto» precisa Roberto Righetti, «come ad altre opere che potrebbero nuocere non solo ai residenti ma anche allo sviluppo di politiche ambientali, turistiche e culturali».
Insieme a Corrado Mancini e Sabrina Tramonte, Righetti ha analizzato conti comunali e scelte urbanistiche per fare emergere «una totale assenza di progettualità a medio e lungo termine». Il punto, per i tre consiglieri dell'opposizione, sono i conti in rosso del Comune, un debito di circa 10 milioni di euro, il conseguente e spasmodico bisogno di racimolare risorse e la convinzione della maggioranza che l'espansione edilizia sia la panacea per tutti i mali. «La situazione economica è molto difficile», prosegue Righetti, «e al bilancio provvisorio 2011 mancano circa 591mila euro per arrivare al pareggio dei conti. Gli oneri di urbanizzazione, che dovrebbero portare risorse per opere e servizi, servono invece a coprire le spese correnti. Così il territorio viene consumato, la popolazione cresce e i servizi non possono più essere garantiti o diventano mediocri».
Documentata e spietata l'analisi finanziaria dei conti presentata da Mancini: «Se l'amministrazione continua su questa strada, per uscirne dovrà pigiare l'acceleratore sugli oneri, applicare la tassa di soggiorno, magari aumentare le tasse e il costo dei servizi comunali a carico dei cittadini». Dai consiglieri d'opposizione anche proposte: «Serve una politica di risanamento della gestione» conclude Mancini, «contenere l'espansione edilizia, rivedere la spesa e ottimizzare le entrate dai beni comunali». Un'occasione potrebbe essere la concertazione prevista per legge durante l'iter del Pat, la cui stesura è in corso. «Rivolgiamo l'ennesimo appello di coinvolgere cittadini, enti e associazioni per una scelta partecipata e condivisa», conclude Tramonte.




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